Lo scandalo NSA e la stupidità della raccolta dei dati

nsa-memePiù di che fine abbia fatto Edward Snowdon o dell’allarme per la violazione della mia privacy, la domanda dopo lo scandalo NSA è: ma che se ne fanno dei miei dati?

Sono una miniera di informazioni per il marketing, certo. Poter mappare in maniera precisa i miei gusti, le mie abitudini, i posti che frequento, che tipo di prodotti prediligo, permette a chi deve vendere o fare pubblicità di avere profili talmente dettagliati da poter andare quasi a colpo sicuro. Anziché dover faticare per creare desideri e bisogni, le industrie oggi hanno la possibilità di sapere quali sono e assecondarli.

I dati sono certamente importanti per una politica “spinta” di sicurezza, il settore che riguarda più specificamente il caso NSA e il progetto Prism . Qui la loro raccolta serve per poter prevenire eventuali atti di terrorismo o altri reati gravi. Non interessano tanto quelli che sono i miei gusti per propormi quanto  conoscere mie intenzioni malevole, ammesso che ne abbia.

Ma sono poi così interessanti i miei dati? Mettiamo che ciò che passa giornalmente di mio nella rete sia 100. A essere presuntuosi, ciò che può rivelarsi utile per l’NSA o qualunque industria che voglia  profilarmi è si e no 50.

Non sono un criminale, e non ho intenzione in un prossimo futuro di esserlo. La NSA, o chi per lei, ha ben poco per cui temermi. Nel loro database ci sarà quella volta che ho rubato una mela al fruttivendolo e poi un mare di roba banale, di vita quotidiana in cui non 130ccad5ba3c4a979ef29816075bc787succede nulla se non normale amministrazione e cose belle e interessanti solo per me che quella cose le vivo. A meno che alla NSA lavorino i più grandi voyeur del mondo, nel giro di breve si stancheranno  di osservarmi, se lo fanno. Continueranno a raccogliere dati su di me e li terranno in un server a prendere polvere virtuale, ignorati.

Di tutti questi dati qualcosa in più se ne farà il marketing. Ma anche qui non oso immaginare la mole di quelli raccolti che non servono proprio a nulla. Tra le cose di cui parlo, le cose che faccio, le persone con cui mi relaziono c’è una quantità enorme di informazioni che uscite dal cerchio ristretto in cui hanno importanza, diventano insignificanti.

Il modo in cui vengono raccolti i dati è altamente stupido. Una logica meramente quantitativa in cui per interesse in una piccola parte si prende tutto. Mi piace la ciliegina su quella torta, allora me la mangio per intero. Che a me interessasse solo la ciliegina e mangio due chili di dolce per farlo, poco importa.

La privacy è un bel problema. Che qualcuno raccolga informazioni su di me a mia insaputa o dietro tacito consenso mi dà parecchio fastidio.  Se per farlo si usa un meccanismo sostanzialmente stupido e cieco, questo mi dà ancor più sui nervi -parlavo di meccanismi stupidi di internet già qui Se volete profilarmi almeno fatelo bene. Prendete ciò che vi serve e risparmiatevi quel miliardo di cose che vi saranno sempre inutili.

Per dimostrare quanto progetti come Prism siano di per sé idioti basta guardare un’iniziativa come Troll the NSA. Sfruttando proprio la raccolta indiscriminata, Troll the NSA si è proposta di mandare mail o fare chiamate contenenti un testo preimpostato del tutto innocuo ma pieno di parole ritenute pericolose. Compiendo in molti questa azione in contemporanea si punta  a mandare in sovraccarico Prism.

Per un’analisi sulla privacy leggi questo articolo di Valigia Blu: Perché lo scandalo americano datagate ci riguarda da vicino

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